Contributo a fondo perduto, a chi spetta e come ottenerlo

  

 

Siamo fuori dall’emergenza sanitaria da coronavirus, almeno per adesso, ma le conseguenze del lockdown restano. Bisogna rimboccarsi le maniche e ripartire senza alcuna esitazione, per rimettersi in pista e contribuire, allo stesso tempo, alla ripresa dell’economia italiana. Fondamentali, per riaccendere i motori del Bel Paese, tutte le misure previste dal DL Rilancio.

Tra queste, il bonus affitti rappresenta sicuramente uno dei contributi più importanti, pensato per sostenere tutte quelle imprese che hanno avuto, durante il lockdown, una diminuzione del fatturato di almeno il cinquanta per cento, in ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio 2020.

Un altro provvedimento fondamentale previsto dal Dl Rilancio (art. 25) è il contributo a fondo perduto. A disposizione ci sono circa 6,2 miliardi di euro, stanziati proprio dal decreto, e ora in corso di conversione parlamentare.

L’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità per richiedere e ottenere il contributo. È possibile fare domanda per questa agevolazione, per cui l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione il modello (istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto) e le istruzioni per la compilazione e la presentazione delle domande in via telematica.

Il contributo a fondo perduto, previsto per le Pmi danneggiate dall’emergenza coronavirus, viene erogato entro una decina di giorni dall’Agenzia delle Entrate, direttamente sul conto corrente di chi ne ha fatto richiesta e che risulta idoneo alla domanda. Altro aspetto del contributo è l’esclusione dalla tassazione, sia per quanto concerne le imposte sui redditi sia per l’Irap. Inoltre, il contributo a fondo perduto non incide sul calcolo del rapporto per la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di reddito, compresi gli interessi passivi.

Contributo a fondo perduto, chi può richiederlo

A chi è destinato il contributo a fondo perduto? Possono farne richiesta:

  • imprese;
  • partite Iva;
  • titolari di reddito agrari, in attività alla data di presentazione dell’istanza.

Possono accedere al contributo, e sempre nel rispetto dei requisiti stabiliti dall’articolo 25 del Dl 34/2020, così come chiarito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate (la 15/E/2020) di sabato 13 giugno, anche:

  • i soggetti che applicano il regime forfettario previsto dalla legge 190 del 2014;
  • le società tra professionisti;
  • chi esercita attività d’impresa o di lavoro autonomo (o sia titolare di reddito agrario) anche se, contestualmente, è lavoratore dipendente o pensionato.

Non possono, invece, usufruire di questa agevolazione:

  • i soggetti la cui attività risulti cessata nella data di presentazione dell’istanza;
  • professionisti e lavoratori dipendenti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria (le cosiddette casse previdenziali);
  • gli intermediari finanziari e le società di partecipazione;
  • i soggetti che fruiscono del bonus professionisti (art. 27) e del bonus lavoratori dello spettacolo (art. 38) introdotti dal Decreto Cura Italia (Decreto-Legge 17 marzo 2020, n. 18);
  • i soggetti che hanno iniziato l’attività dopo il 30 aprile 2020, con l’eccezione delle partite Iva aperte dagli eredi per la prosecuzione dell’attività dei deceduti;
  • gli enti pubblici.

Contributo a fondo perduto, quali sono i requisiti 

Così come indica la guida predisposta dall’Agenzia delle Entrate, sono due i requisiti per accedere al contributo:

  • limite ai ricavi o compensi del 2019: non devi aver conseguito, nell’anno 2019, ricavi o compensi per una somma superiore ai 5 mln di euro. Se hai una società con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, occorre fare riferimento al periodo d’imposta precedente a quello in corso al 19 maggio 2020 (data di entrata in vigore del decreto “Rilancio”). Nel caso in cui, invece, tu svolga più attività, il limite dei 5 milioni di euro per l’accesso al beneficio riguarda la somma dei ricavi/compensi riferiti a tutte le attività;
  • calo di fatturato: l’importo del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 deve essere inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Di questo secondo requisito non si tiene conto nel caso in cui tu abbia avviato l’attività dal 1° gennaio 2019 (il contributo ti spetta, in questo caso, a prescindere dal calo del fatturato) oppure nel caso in cui tu abbia domicilio fiscale o sede operativa situati nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi (sisma, alluvione, crollo strutturale), i cui stati di emergenza erano in atto al 31 gennaio 2020, data in cui è stato dichiarato lo stato di emergenza da Coronavirus.

Contributo a fondo perduto, come si calcola

L’agevolazione va calcolata applicando alla differenza fra il fatturato e i corrispettivi del mese di aprile 2020 e il valore corrispondente del mese di aprile 2019, una specifica percentuale del:

  • 20% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 400 mila euro;
  • 15% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 1 milione di euro;
  • 10% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 5 milioni di euro.

Contributo a fondo perduto, come si presenta la domanda

Come puoi fare richiesta del contributo a fondo perduto?

Devi presentare, esclusivamente per via telematica, un’istanza all’Agenzia delle Entrate, entro sessanta giorni dalla data di avvio della procedura, indicando la sussistenza di tutti i requisiti. È un’autocertificazione che consente all’Agenzia delle Entrate di erogare il contributo in maniera molto più semplice e veloce.

Nell’istanza devi indicare:

  • il codice fiscale di chi richiede il contributo (nel caso di soggetto diverso da persona fisica, ovvero nel caso di minore/interdetto, serve il codice fiscale del suo rappresentante legale);
  • l’Iban del conto corrente su cui accreditare la somma a titolo di contributo (il conto corrente deve essere intestato o cointestato al soggetto che richiede il contributo);
  • la soglia dei ricavi/compensi conseguiti nel 2019 che troveranno posto nel modello redditi 2020 (periodo d’imposta 2019);
  • il fatturato riferito ad aprile 2019 e ad aprile 2020;
  • l’eventuale indicazione che l’attività, per la quale richiedi il contributo, è stata avviata a partire dal 1° gennaio 2019.

L’istanza puoi presentarla anche avvalendoti dell’ausilio di un intermediario abilitato, che hai già delegato al cassetto fiscale o al servizio di consultazione delle fatture elettroniche. Per predisporre e trasmettere la domanda, puoi usare un software e il canale telematico News del 3 luglio Entratel/Fisconline o una procedura web nell’area riservata del portale «Fatture e corrispettivi» dell’Agenzia delle Entrate.

Sono ammesse le credenziali Fisconline o Entratel dell’Agenzia, Spid (Sistema pubblico di identità digitale) e Carta nazionale dei Servizi (Cns).

Nel caso in cui il tuo contributo abbia un importo superiore a 150.000 euro, il modello dell’istanza deve essere predisposto in PDF e firmato digitalmente da te (richiedente), e devi inviarlo esclusivamente tramite Posta elettronica certificata (Pec) al seguente indirizzo Istanza- Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Inoltre, con questo importo, dovrai anche compilare il quadro A del modello relativo alle “verifiche antimafia” (obbligo di autocertificazione antimafia).

Per ogni domanda, il sistema dell’Agenzia delle Entrate effettuerà due elaborazioni successive relative ai controlli formali e sostanziali.

L’esito delle due elaborazioni sarà comunicato con apposite ricevute, restituite a chi ha trasmesso l’istanza.

Per presentare l’istanza hai tempo fino al 13 agosto 2020.