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Direttiva Case Green: cos’è e cosa prevede

La Direttiva Case Green è una normativa adottata dall'Unione Europea con l'obiettivo di migliorare l'efficienza energetica degli edifici e ridurre le emissioni di CO₂ nel settore edilizio. Questa iniziativa si inserisce nel più ampio contesto del Green Deal europeo, che mira a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Obiettivi principali della direttiva
Riduzione del consumo energetico degli edifici residenziali. Gli Stati membri devono garantire una diminuzione del consumo medio di energia primaria degli edifici residenziali del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Edifici a emissioni zero. A partire dal 1° gennaio 2030, tutti i nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero.

A quanto si dice, obbligherà tutti i proprietari a ristrutturare la propria casa entro il 2030, a pena di invendibilità dell’immobile e altre sanzioni. Ma cosa prevede veramente? Quali sono le reali o probabili implicazioni per i proprietari di case, dato che le direttive dell’Unione Europea (a differenza dei regolamenti) non entrano automaticamente in vigore, ma hanno bisogno dei provvedimenti di attuazione emanati dai singoli Stati membri? (per l’Italia questa elaborazione è ancora in corso).

Obiettivi e tempistica
In sintesi gli obiettivi principali della direttiva Casa Green con la relativa tempistica di attuazione sono:
. edifici di nuova costruzione: a partire dal 1° gennaio 2030, tutti i nuovi edifici privati dovranno essere a zero emissioni; per i nuovi edifici pubblici, questo requisito sarà obbligatorio già dal 2028;
. edifici già esistenti: gli edifici residenziali esistenti dovranno ridurre il consumo energetico medio del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035

Esenzioni dal campo di applicazione
Alcune categorie di edifici potrebbero (in base a quanto stabiliranno le legislazioni nazionali) essere esentate dagli obblighi della Direttiva Case Green, che consente di farlo per le seguenti categorie di immobili:

. edifici storici o di particolare valore architettonico (castelli, monumenti, palazzi antichi e di pregio, ecc.);
. fabbricati situati in zone protette o soggette a particolari vincoli (archeologici, architettonici, paesaggistici, culturali, ecc.);
. case vacanza utilizzate saltuariamente e comunque per meno di 4 mesi all’anno;
. edifici di culto (chiese, santuari, monasteri, conventi, ecc.);
. strutture temporanee, come cantieri e stabilimenti balneari.

Implicazioni per i proprietari di abitazioni
I proprietari di edifici residenziali classificati nelle classi energetiche più basse – come la F e la G, rispettivamente penultima e ultima della serie – saranno molto probabilmente tenuti a effettuare, entro il 2030 salvo variazioni, interventi di riqualificazione per migliorare l’efficienza energetica delle loro proprietà.

Questi lavori potrebbero – in base alle condizioni attuali dell’immobile – includere i seguenti interventi:
. isolamento termico: ad esempio, l’installazione di “cappotti termici” per ridurre le dispersioni di calore;
. sostituzione di infissi: utilizzo di finestre a taglio termico per migliorare l’isolamento;
. aggiornamento degli impianti di riscaldamento: sostituzione delle caldaie tradizionali con pompe di calore o caldaie a condensazione più efficienti (qui si apre un ulteriore capitolo su cui dovrà intervenire la normativa di dettaglio);
. installazione di impianti fotovoltaici: per sfruttare le energie rinnovabili e ridurre il consumo di energia da fonti fossili.

Direttiva Case Green: a che punto siamo in Italia?
La direttiva Casa Green è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’UE l’8 maggio 2024 ed è entrata in vigore 20 giorni dopo. Gli Stati membri, inclusa l’Italia, hanno tempo fino al 29 maggio 2026 per recepirla nella propria normativa nazionale. Questo significa che, al momento, non esistono ancora obblighi concreti per i proprietari italiani, ma il Governo dovrà adottare presto le misure specifiche per allinearsi agli obiettivi europei. Sebbene gli Stati membri abbiano una certa flessibilità nel recepire queste regole, è già chiaro che per molti proprietari sarà necessario adeguare i loro immobili nei prossimi anni.

Cosa devono fare i proprietari di case?
Chi possiede un immobile potrebbe dover affrontare entro il 2030 (o il 2035) interventi di efficientamento energetico come quelli che abbiamo descritto sopra, per rientrare nei nuovi parametri.

Ecco le principali azioni da considerare e che potrebbe essere necessario intraprendere, in base a quanto stabiliranno i prossimi provvedimenti nazionali di attuazione della Direttiva Case Green.

Valutare la classe energetica dell’immobile
Il primo passo è verificare l’attuale Attestato di Prestazione Energetica (APE), che classifica gli edifici da A4 (più efficiente) a G (meno efficiente). La direttiva punta a eliminare progressivamente gli edifici nelle classi più basse, quindi chi possiede una casa in classe F o G potrebbe essere tenuto a intervenire. Minor rischio, invece, per chi ha un edificio che già si trova in classe alta.

Migliorare l’isolamento termico
Uno degli interventi più efficaci per ridurre i consumi è l’isolamento dell’edificio, che si può realizzare attraverso:
. l’installazione di cappotti termici sulle pareti esterne;
. la sostituzione degli infissi (che costituiscono una delle principali fonti di dispersione di calore) con finestre a taglio termico;
. la coibentazione del tetto, del sottotetto e di altre parti strutturali dell’edificio.

Sostituire il sistema di riscaldamento
Le caldaie tradizionali a gas potrebbero non essere più conformi ai nuovi requisiti. Soluzioni come pompe di calore, caldaie a condensazione o impianti geotermici potrebbero, in base alle decisioni di recepimento della Direttiva da parte dell’Italia, diventare obbligatorie per migliorare l’efficienza energetica.

Installare fonti di energia rinnovabile
La Direttiva incentiva fortemente l’uso di impianti fotovoltaici e altre soluzioni basate su energie rinnovabili. In alcuni casi, i nuovi edifici (inclusi quelli condominiali) dovranno essere dotati obbligatoriamente di pannelli solari.

Accedere a incentivi e agevolazioni fiscali
Il Governo italiano dovrà, auspicabilmente, introdurre misure per facilitare la transizione, come detrazioni fiscali, bonus ristrutturazioni e finanziamenti agevolati.
Ormai terminato il Superbonus (che con ogni probabilità non sarà reintrodotto), al momento strumenti come l’Ecobonus offrono già agevolazioni fiscali per interventi di efficientamento energetico, consentendo di recuperare almeno una parte della spesa sostenuta (mediamente dal 50% al 65%), ma bisognerà vedere quali misure saranno adottate per il recepimento della Direttiva.

Cosa si può fare già adesso?
Nel frattempo, in attesa dei provvedimenti nazionali di recepimento della Direttiva europea Case Green, se sei un proprietario di un immobile ad uso abitativo e temi di essere coinvolto nei nuovi obblighi di miglioramento energetico che saranno di prossima introduzione anche in Italia, puoi:

. se non la hai già, richiedere a un professionista abilitato una certificazione energetica APE per determinare la classe attuale dell’edificio;
. intraprendere una pianificazione di massima degli interventi, identificando le aree che necessitano di miglioramenti ai fini dell’efficientamento energetico da raggiungere (ad esempio: il tetto, le finestre, le caldaie, ecc.), e così programmare in tempo gli interventi necessari;
. informarti sugli incentivi fiscali o sui finanziamenti (europei, statali, regionali o comunali) già disponibili per supportare le ristrutturazioni energetiche;
. richiedere una consulenza ad un professionista qualificato (ingegnere, architetto, geometra) di tua fiducia per ottenere consigli e pareri su interventi efficaci e conformi alle normative vigenti.

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