L'eremita che vive in un'isola e non ha paura del Covid-19

 

 

Mauro, l'eremita dell'isola di Budelli: «Qui io non temo il coronavirus»

 Per quasi tutti è un incubo. Ma la quarantena nazionale che l’Italia attraversa ancora in questi giorni di emergenza da Covid-19 non lo ha spaventato affatto.

Lui è Mauro Morandi, custode dell'isola di Budellinell'arcipelago di La Maddalena, una perla del Mediterraneo, che da oltre 30 anni vive isolato dal mondo. Ex insegnante, originario di Modena, dove ancora vivono i suoi familiari, Morandi oggi si gode la sua dimensione di eremita e ne è felice. 

Per i pochi che non la conoscono, Budelli è un’isola all’estremo nord della Sardegna, vicino alle Bocche di Bonifacio, ed è un paradiso inaccessibile, un miraggio da ammirare a distanza che rivela la natura selvaggia di una delle spiagge più belle del mondo.

Anche da lontano, si mostra in tutta la sua bellezza con colori sensazionali. Budelli è famosa per le sue acque turchesi e per la spiaggia Rosa, tra le più belle del Mediterraneo, la cui colorazione deriva dallo sbriciolamento della miniacinia miniacea, un microrganismo rosa che vive nella posidonia all’interno di gusci e conchiglie, trasportato a riva dalle correnti.

Da sempre di proprietà privata, Budelli è passata definitivamente al parco nazionale di La Maddalena a maggio 2016.

In questo piccolo e incontaminato angolo di paradiso, in quello che si può definire un fortino nel Mediterraneo, Mauro Morandi è appunto l’unico abitante e il virus ha poche pochissime chance di poter approdare.

Morandi, è arrivato sull'isola di Budelli, per caso mentre tentava di navigare dall'Italia alla Polinesia. Si è innamorato delle acque cristalline, delle sabbie coralline e dei bellissimi tramonti e ha deciso di restarci per sempre.

Quando ha scelto di andare in pensione, ha preso la decisione di perseguire il suo sogno: raggiungere un paradiso tropicale per visitarlo e, se possibile, viverci in pianta stabile. Assieme a qualche amico dopo aver trovato e ristrutturato un catamarano a Gallipoli, è partito all’avventura.

La svolta è arrivata quando, casualmente, ha fatto scalo nell’Arcipelago di La Maddalena. Più precisamente a Budelli, isola che Mauro Morandi non sapeva esistesse.

L’occasione si è presentata dopo aver parlato con l’allora guardiano dell’isola. Questi, infatti, da lì a due giorni sarebbe partito, lasciando il posto per sempre. Troppo forte, infatti, lo stress accumulato dalla moglie durante l’estate, per via dell’orda di turisti, e d’inverno, a causa della solitudine. 

Non ci ha pensato due volte: era quello che cercava all’epoca e ciò che aveva sempre desiderato. Il coronamento di un sogno.

Quindi è subentrato al custode precedente …….ed è ancora lì, dopo essersi guadagnato la reputazione di Robinson Crusoe italiano. Anche se lui spiega che “Crusoe voleva tornare. Io voglio restare”.

Anche d'estate, quando l'arcipelago di La Maddalena è invaso dai turisti, a Budelli non si può sbarcare. Sull'isola c'è sempre e solo Mauro!

Ogni notte dorme in un vecchio casolare in pietra e si sveglia al mattino circondato da una natura incontaminata. Gli piace esplorare l’isola, di cui conosce ogni anfratto, parla con gli uccelli a colazione mentre volano dentro e fuori dalla cucina. Isolato fisicamente ma sempre costantemente informato.

Resta al passo con le notizie grazie al suo smartphone. "Mi annoio, quindi ammazzo il tempo scattando le foto delle spiagge, della fauna selvatica e dei paesaggi – ha spiegato all’emittente americana Cnn - e li condivido sui social media e su Instagram".

La “sua isola”, ha spiegato alla Cnn, è come se fosse "il posto più sicuro sulla Terra”. “Sto bene, non ho paura, mi sento protetto qui. Budelli offre una difesa naturale totale. Nessun rischio. Nessuno può accedervi, nemmeno una barca può attraccare senza i permessi".

Per Morandi la principale preoccupazione durante l’emergenza Covid-19 è la salute della sua famiglia e dei suoi amici che vivono nel nord Italia a Modena, una delle aree più colpite del Paese.

Per l’81enne è cambiato poco dallo scoppio del Covid-19. L’unica cosa è che adesso deve aspettare di più perché le persone gli portino cibo dalla terraferma a causa delle severe restrizioni imposte per l’emergenza.

E così anche le sporadiche visite dei turisti durante l'inverno sono cessate. Rimasto solo, trascorre la giornata ammirando il mare, respirando aria pura, raccogliendo legna, preparando i suoi pasti.

Mauro Morandi ha però alcuni suggerimenti per le persone costrette alla solitudine a causa della pandemia.

In effetti dice che alcune settimane rinchiuse dentro casa non sono nulla di cui preoccuparsi.

E’invece da considerare un'opportunità per esercitarsi nella ricerca dell'anima.

Siamo tutti troppo abituati a non pensare e la quarantena, secondo Morandi, ci dà l'opportunità di farlo perché ci costringe ad annoiarci, a non annegarci nelle distrazioni, nello shopping e nelle mille luci che le nostre città ci offrono nella solita vita.

 Pensare significa riconoscere che siamo buoni e cattivi, significa fermarsi e riconoscersi, concentrandoci su quello che siamo e da cui spesso scappiamo.

 E noi aggiungiamo …… ottima riflessione!

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